Un libro su Martina: una vita che non muore, perché continua l’amore
La sedicenne brianzola morta per un tumore: un libro ripercorre le testimonianze di chi l’ha incontrata durante la malattia e si è sentito «trasformato». Sarà presentato il 18 dicembre a Seregno "Martina hai risvegliato molti cuori" (Ed.Ares), scritto a quattro mani da Anna Ballarino e Anna Grillo
Martina ha 16 anni, capelli castani e occhi azzurri, è una ragazza solare, appassionata di danza classica, studia lingue alle superiori perché, oltre alla danza, ama viaggiare. A spezzare la sua vita piena di sogni è una malattia che non le lascerà scampo, un tumore aggressivo al cervello. In dieci mesi entra ed esce dagli ospedali. Dapprima come racconta Diego Gabbiani, il suo papà, «rifiutava la situazione, era arrabbiata» Poi, qualcosa cambia. «Si abbandona alla fede, scopre di essere avvolta dal bene». Martina hai risvegliato molti cuori (Ed.Ares), scritto a quattro mani da Anna Ballarino e Anna Grillo, con la prefazione di don Vincent Nagle, cappellano della Fondazione Maddalena Grassi, che l’ha seguita passo dopo passo nei giorni dell’ultimo ricovero, racconta la sua storia, è anche un diario e una raccolta di testimonianze di tutte/i coloro che hanno conosciuto l’adolescente e l’hanno amata. In quei dieci mesi, scrivono le autrici, Martina non smette mai di «sorridere, di sperare, di contagiare con la sua semplicità chi le sta intorno. Ha attraversato la malattia con un accento particolare, lasciando una traccia inconfondibile».
Martina era una ragazza come tante, all’arrivo della malattia, qualcosa è cambiato. «Abbiamo visto questo cambiamento e abbiamo desiderato scriverlo. Abbiamo raccolto testimonianze e materiale; le pagine hanno preso lentamente forma, sempre con lo scopo chiaro di narrare qualcosa che potesse essere per tutti», scrivono le autrici. Anche la sorellina Cecilia, di tre anni più piccola, lascia la sua testimonianza. Martina si è spenta il 27 dicembre del 2023. Il18 dicembre il libro sarà presentato (il, giorno prima ad amiche/i, compagne/i di classe) all’Istituto, il Marcello Candia di Seregno. «Si è ammalata nel febbraio del 2023 -ricorda il papà – e l’avvisaglia fu un mal di testa, poi paresi motorie…la diagnosi fu glioma. Seguirono due interventi chirurgici, e si era miracolosamente ripresa, ma poi la malattia si ripresentò». Al cappellano Nagle, che le fu vicino fino all’ultimo, Martina disse: «C’è stato un periodo in cui chiedevo a Gesù di farmi morire, perché non riuscivo più a sopportare di soffrire in questo modo, ma adesso, nonostante il tumore, sono felice, perché l’amore che sto ricevendo è più grande del dolore che sto sopportando». E aggiunge Nagle nella prefazione: «Martina mi dava l’impressione di una fiamma che, mentre si consuma, brucia con una tonalità sempre più pura, meno inquinante, e si nutre via via di un carburante sempre più buono, non tossico. Questa impressione si consolidò nell’ultimo colloquio, in cui compresi come tutta questa strada avesse condotto Martina all’essenziale della sua esistenza, che è l’amore: l’amore incondizionato, gratuito ed eterno, e che ormai la sua fiamma si consumava con una luce pura che diffondeva calore e luce attorno a lei».

