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Il volto giovane della fede, un libro sulla vita di Frassati

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Il volto giovane della fede, un libro sulla vita di Frassati

Mons. Sanguineti, può colpire il cuore dei giovani di oggi

CITTÀ DEL VATICANO, 21 agosto 2025, 10:44

Redazione ANSA

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Il 7 settembre verrà proclamato santo Pier Giorgio Frassati, un laico e un giovane, che può essere un richiamo per i tanti under-30 che hanno risposto con entusiasmo anche al recente Giubileo dei Giovani a Roma. Molte diocesi e associazioni stanno organizzando pellegrinaggi per uno degli eventi giubilari più attesi, la canonizzazione di Frassati (insieme a quella di un altro ragazzo, Carlo Acutis), confermando l'attualità di questo santo a cui il giornalista e scrittore Vincenzo Sansonetti dedica una nuova, completa biografia, pubblicata per le Edizioni Ares con il titolo "Pier Giorgio Frassati. La gioia non avrà misura". La breve vita di Frassati resta una testimonianza di Vangelo vissuto. Il suo motto, "Verso l'alto", riassume la sua spiritualità: cercare Dio e poi scendere per servire gli ultimi.
    "La nostra vita per essere cristiana è una continua rinunzia, un continuo sacrificio, che però non è pesante quando solo si pensi che cosa sono questi pochi anni passati nel dolore in confronto all'eternità felice, dove la gioia non avrà misura e fine, dove noi godremo di una pace che non si può immaginare", diceva Pier Giorgio Frassati.
    Quale era il segreto di questo giovane torinese, morto a 24 anni, allegro, abile alpinista, impegnato politicamente, esempio di gioia di vivere e di generosità verso i poveri? Il connubio fra la fede e la vita, tra l'accoglienza del Vangelo e l'azione concreta. Pier Giorgio era infatti convinto che la fede debba confrontarsi, senza steccati, in tutte le circostanze del quotidiano. "Un modello che può insegnare qualcosa a tutti", lo definì il socialista Filippo Turati, stupito perché "ciò che si legge di lui è così nuovo e insolito che riempie di riverente stupore anche chi non condivide la sua fede". Gli fa eco monsignor Corrado Sanguineti, vescovo di Pavia, nella prefazione: "Ciò che balza agli occhi è la potente affermazione della personalità di Pier Giorgio, con mille interessi, che si manifesta in lui proprio per la radicalità e la totalità con cui vive l'avventura cristiana". Frassati era "un giovane dentro il suo tempo, attento ai drammi sociali della Torino e dell'Italia di allora, alla povertà che in molti casi assume il volto della miseria materiale e morale, tanto da scegliere - ricorda ancora il vescovo Sanguineti -, contro le attese della famiglia, d'iscriversi a ingegneria per stare vicino alle classi più umili degli operai e dei minatori: diventa il 'facchino' dei poveri, trascinando per le vie della città i carretti carichi di masserizie degli sfrattati".
   

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